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Insieme per dire no ai rifiuti di Roma a Fiumicino e Cerveteri

LAssociazione teRRRe insieme ad altre 48 realtà tra Associazioni Comitati Proloco e Consulte del territorio di Fiumicino dicono No ai rifiuti di Roma a Fiumicino e Cerveteri.
Lo fanno di concerto con un Manifesto in cui chiedono Al Sindaco della Città Metropolitana, al Delegato all’ambiente dell’area metropolitana, al Consiglio Metropolitano un immediato atto amministrativo che annulli la nota del Servizio 1 – Gestione Rifiuti- avente per oggetto: “Individuazione delle aree idonee alla localizzazione degli impianti di gestione dei rifiuti” con relativa cartografia, inviata ai Comuni dell’Ente di area vasta, e di conseguenza la predisposizione di una nuova cartografia aggiornata e alla Regione Lazio di recepire l’annullamento dello stesso atto.
Chiedono che tutti gli enti territoriali interessati, dalla Regione Lazio alla Città Metropolitano fino ai Comuni di Fiumicino e di Cerveteri agiscano tempestivamente e con la massima trasparenza, mediante atti amministrativi ufficiali affinché questa area sia dichiarata, strategica di interesse primario e pertanto intoccabile.
Il Manifesto delle Associazioni è stato protocollato alla Città metropolitana di Roma Capitale Dipartimento IV Tutela e valorizzazione ambientale Servizio 1 – Gestione Rifiuti – e alla Regione Lazio Direzione regionale Territorio, Urbanistica, Mobilità e Rifiuti.
L’associazione teRRRe sosterà tutte le iniziative di mobilitazione promosse al fine di difen18951240_1414109605351803_269356282429079185_ndere la vocazione agricola del territorio, l’integrità delle aree naturalistiche e archeologiche, un luogo ricco di storia etrusca e romana con insediamenti agricoli di epoca medievale.
L’associazione aderisce alla Manifestazione di sabato 17 giugno 2017 ore 10.00 a Torrimpietra.
Fiumcino, 15 giugno 2017

Iperammortamento, ecco come orientarsi

La misura fiscale per l’acquisto di mezzi per agricoltura 4.0 e precision farming è ancora di difficile interpretazione. Vediamo, con il commento di Rodolfo Catarzi di Unacma, come districarsi
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Le macchine agricole ad alto contenuto tecnologico tra i beni ammortizzabili al 150%
Fonte foto: Argo Tractors SpA

Tra i vari incentivi attualmente a disposizione per promuovere il rinnovamento dell’agricoltura italiana e, in particolare, lo svecchiamentodel parco macchine nazionale, è sempre più interessante – tanto per agricoltori e contoterzisti quanto per concessionari e costruttori – l’iperammortamento.

Ancora poco conosciuto e non facilmente interpretabile, l’iperammortamento è un’agevolazione fiscale per l’acquisto di macchinari agricoli di ultima generazione introdotta dalla Legge n.232 dell’11 dicembre 2016 (Legge di Stabilità 2017) in attuazione del Piano nazionale Industria 4.0 2017-2020.
Vista la scarsità di informazione tra gli operatori del settore, AgroNotizie tenta di far luce sulle modalità di applicazione e sui benefici che questa legge può portare alle aziende agricole.

Iperammortamento: una misura importante

Concepito per migliorare il sistema produttivo italiano, il Piano Industria 4.0 prevede quattro direttrici strategiche di intervento: Investimenti innovativiCompetenzeInfrastrutture abilitanti e Strumenti pubblici di supporto.
Rientrano tra gli Investimenti innovativi le iniziative per il rafforzamento della finanza a supporto dell’I4.0, delle venture capital e delle startup, quelle per l’aumento della spesa privata in ricerca&sviluppo&innovazione e quelle per la promozione degli investimenti privati in tecnologie e beni 4.0.

Direttrici strategiche di intervento del Piano Industria 4.0 2017-2020
(Fonte: ministero dello Sviluppo economico)

Proprio per incentivare l’adozione di strumenti 4.0, la Legge di Stabilità ha prorogato per il 2017 il superammortamento e istituito l’iperammortamento. I due sgravi fiscali, portando l’ammortamento del bene strumentale acquisito dal 100% al 140% nel caso del superammortamento e al 250% nel caso dell’iperammortamento, ne agevolano l’acquisto.

Condizione posta dalla Legge è che i beni strumentali nuovi debbano essere acquistati entro il 31 dicembre 2017consegnati entro il 30 giugno 2018.
In particolare, per beneficiare delle agevolazioni fiscali, gli ordini di acquisto devono risultare accettati dal venditore e un acconto pari almeno al 20 per cento della spesa totale deve risultare saldato entro la fine del 2017.

Si prevede che l’impegno pubblico a supporto del super e dell’iperammortamento sarà di 1.131 milioni di euro nel 2018, 1.923 milioni nel 2019 e 5.702 milioni nel periodo 2020-2027, secondo le quote di ammortamento prestabilite.

Impegno pubblico a supporto del Piano Industria 4.0
(Fonte: ministero dello Sviluppo economico)

Differenze tra super e iperammortamento

Nel dettaglio, il superammortamento presenta un’aliquota al 140 per cento per i beni immateriali strumentali nuovi (software, sistemi IT e attività di system integration), mentre l’iperammortamento al 250 per cento per i beni materiali strumentali nuovi, che comprendono anche le macchine agricole 4.0 e le macchine o gli strumenti per precision farming.

Ciò significa che un’azienda agricola, impegnatasi oggi in un investimento in beni 4.0 del valore di un milione di euro, sperimenterà – nel nostro esempio – per i prossimi cinque anni una riduzione delle tasse pagate pari a 96mila euro se usufruisce del superammortamento al 140% o pari a 360mila euro se beneficia dell’iperammortamento al 250%.

Beneficio concreto per le imprese che accedono all’iperammortamento
(Fonte: ministero dello Sviluppo economico)

Quali i beni destinatari dell’iperammortamento?

Fin qui nessun problema, sennonché l’elenco dei beni inclusi nella misura fiscale – contenuto nell’allegato A ai commi 8, 9, 10 dell’articolo 1 della Legge di Stabilità 2017 – cita soprattutto esempi di macchinari appartenenti al comparto industriale, risultando poco chiaro agli occhi degli operatori del settore primario.

Secondo Rodolfo Catarzi, responsabile della sicurezza di Unacma che abbiamo interpellato in occasione dell’AgriMotive Top Dealer Day – tenutosi lo scorso 17 maggio presso il Centro congressi di VeronaFiere – “L’iperammortamento è nato per le imprese manifatturieree solo successivamente è stato esteso alle aziende agricole – i cui proprietari siano titolari di reddito d’impresa – generando confusione su quali macchinari agricoli possano essere accettati dal ministero dello Sviluppo economico”.

Ascolta l’intervista a Rodolfo Catarzi

In ogni caso, Unacma ha tentato di interpretare il contenuto dell’allegato A, che include tra i beni oggetto dell’iperammortamento:

  • beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti;
  • beni funzionali alla trasformazione tecnologica/digitale delle imprese in chiave Industria 4.0;
  • sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità, oltre che della tracciabilità;
  • dispositivi per l’interazione uomo-macchina e per il miglioramento dell’ergonomia e della sicurezza del posto di lavoro, secondo la logica 4.0.

Beni strumentali

Al primo posto nell’elenco dell’allegato A, tali beni comprendono macchine eimpianti di trasformazione dei prodotti agricoli e macchine motrici eoperatrici, a condizione che queste possiedano un computer di bordo, sistemi informatici integrati tra azienda e mezzo, dispositivi per il collegamento dati e schermi touch screen.
Devono ovviamente essere rispettate le normative in materia di sicurezza, salute e igiene del lavoro, vale a dire il Regolamento 167/2013/UE (relativo all’omologazione e alla vigilanza del mercato dei veicoli agricoli e forestali) per trattori e rimorchi e la Direttiva 2006/42 per gli altri mezzi agricoli.

Maggiore probabilità di accedere al vantaggio fiscale è data dalla presenza sui macchinari acquistati di sistemi di telemetria per il controllo in remoto e di set di sensori per il monitoraggio continuo dei vari parametri.

Beni funzionali 

Nella seconda sezione dell’elenco non sono incluse le macchine agricole vere e proprie, ma piuttosto i dispositivi e gli strumenti per precision farming, quali i sistemi di localizzazione satellitare, di guida assistita e automatica, di controllo delle sezioni e di interconnessione con le altre macchine aziendali mediante tecnologia Isobus.
Queste – e altre – soluzioni possono essere acquistate e montate anche su trattori o attrezzature già esistenti a supporto del revamping tecnologicodel parco macchine aziendale.

Altri strumenti oggetto dell’agevolazione fiscale

Sempre considerando l’interpretazione degli esperti di Unacma, il terzo gruppo di beni – anch’esso non riferito a macchinari in senso stretto – annovera ulteriori sistemi di monitoraggio dei processi, delle condizioni operative e dei consumi.

Rientrano, infine, nell’ultimo raggruppamento di soluzioni i sensori di peso corporeo per la regolazione automatica della sospensione del sedile di guida, i sistemi per sollevamento/movimentazione di oggetti pesanti, i dispositivi di rilevamento di corpi inerti e i sistemi di controllo remoto o automatico delle funzioni del mezzo.

Macchine e dispositivi per agricoltura 4.0 e precision farming tra i beneficiari dell’iperammortamento
(Fonte: © Montri – Fotolia)

Tutti questi macchinari e apparecchi sono gestiti da un software, che – secondo il ministero dello Sviluppo economico – può godere anch’esso dell’iperammortamento, purché sia connesso e integrato nei beni materiali strumentali.

Il parere di Unacma

A detta di Rodolfo Catarzi, la circolare n.4/E – emessa il 30 marzo 2017 dal ministero dello Sviluppo economico e dall’Agenzia delle entrate – pur fornendo maggiori informazioni sull’iter della normativa, non contiene indicazioni dettagliate sulle caratteristiche dei mezzi agricoli inclusi nell’iperammortamento.

Il punto 11 della circolare, infatti, si limita a inserire “le macchine per l’agricoltura 4.0″ e quindi “tutte le trattrici e le macchine agricole – portate, trainate e semoventi – che consentono la lavorazione di precisione in campo grazie all’utilizzo di elettronica, sensori e gestione computerizzata delle logiche di controllo” e “i dispositivi e le macchine di supporto” considerando “i sistemi di sensori in campo, stazioni meteo e droni“, tra i beni strumentali oggetto dell’incentivo senza specificare però quali requisiti siano necessari.

Punto 11 della circolare n.4/E del 30 marzo 2017. (Fonte: Unacma)

Durante l’intervento, Catarzi ha individuato anche alcuni punti critici tra le richieste del ministero dello Sviluppo economico, relativi all’interconnessione tra le macchine in azienda ed al supporto alla guida satellitare.

L’esperto dell’Unione nazionale dei commercianti di macchine agricole, unendo la propria voce a quella dei contoterzisti di Uncai – che considera il requisito obbligatorio dell’interconnessione difficilmente raggiungibile dall’agricoltura odierna – ha affermato: “Attualmente l’interconnessione è realizzabile solo attraverso il sistema Isobus, che consente al trattore di controllare un’attrezzatura, ma non tutte le macchine in azienda“.
Dunque, sia per Unacma sia per Uncai, il Mise dovrebbe favorire solo gli investimenti tecnologici oggi possibili, in attesa di un progressivo rinnovamento del settore.

Tra le perplessità espresse da Catarzi anche l’attuale inadeguatezza delle infrastrutture di rete a banda larga, punto importante della direttrice di accompagnamento del Piano Industria 4.0 ‘Infrastrutture abilitanti’.
La rete a banda larga è fondamentale per il funzionamento della guida satellitare, richiesta ai mezzi agricoli per accedere all’iperammortamento – ha specificato l’esperto – Tale rete potrebbe anche essere offerta da un rivenditore di zona disposto a fare un grosso investimento senza conoscere la reazione del mercato, ma è auspicabile che resti una priorità dello Stato“.

Consigli pratici ai concessionari

Data l’assenza di indicazioni chiare sulle macchine ammesse dal ministero dello Sviluppo economico, i dealer che propongono la misura ai propri clienti corrono il rischio di vendere un macchinario che in seguito potrebbe non rientrare nell’iperammortamento.
Perciò Catarzi ha invitato tutti i rivenditori ad agire con cautela e ad inviare copie di preventivi dettagliati ad Unacma, che si incaricherà di verificare la conformità dei mezzi proposti e presentare quesiti specifici al Mise, prima che i beni in questione siano candidati.

A sostegno di tale proposta, il responsabile della sicurezza ha specificato che la stessa circolare n.4/E prevede l’invio di domande al ministero, precisamente al punto 6.1.2 Investimenti. Qui si legge infatti: “Il contribuente può acquisire autonomamente il parere tecnico del Mise limitandosi a conservarlo, senza presentare un’istanza di interpello all’Agenzia delle entrate (ad esempio, si chiede se una macchina con determinate caratteristiche sia ammissibile all’agevolazione)”.

Attraverso la presentazione di domande relative alle macchine, Unacma punta a sfruttare efficientemente il poco tempo a disposizione – circa sei mesi per le vendite e altri sei per le consegne – e prevenire un’eventuale uscita dell’Agenzia delle entrate per accertamenti sui macchinari già comprati dagli imprenditori agricoli” ha concluso Catarzi.

© AgroNotizie – riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

Autore: Serena Giulia Pala

Progetto di Ricerca sulla Canapa Sativa nel Comune di Fiumicino

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Se siete interessati al Progetto di ricerca compilate la scheda

SCHEDA INTERESSE PROGETTO CANAPA SATIVA 

 

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Venerdì 9 giugno presentazione del progetto di ricerca sulla Canapa Sativa la pianta dai mille usi

Riteniamo che la Canapa Sativa o Canapa industriale, in virtù dei possibili e differenti utilizzi, merita di essere di nuovo riconosciuta come una delle risorse naturali da valorizzare.Canapa Sativa. La pianta dai mille usi

L’agricoltura sostenibile, la capacità di un territorio di trasformare localmente i prodotti, può rappresentare un punto di forza per il rilancio a largo raggio di tutta l’economia locale. In questa fase è importante informare, suscitare interesse e far conoscere le esperienze comunque acquisite in questi anni di sperimentazione in Italia.

Le recenti leggi approvate sia dal Parlamento Italiano (L.Regionale 28.02.2017) che a livello Regionale (L.Regionale 28.02.2017) rendono più chiaro il quadro normativo e ci aiutano a dare stimolo al reinserimento di questa coltivazione.

Il progetto, non sarà una sperimentazione sulla coltivazione della Canapa Sativa, ma una ricerca che prevede una mappatura del territorio in funzione del potenziale utilizzo dei prodotti della trasformazione della canapa sativa che sarà affiancato da uno studio di fattibilita’. Il progetto di ricerca e diviso in tre fasi:

FASE A: Ricerca documentale. 1)Ricognizione della dimensione del settore agricolo in funzione dell’effettivo utilizzo del terreno (SAU/SAT superficie agricola utilizzata/superficie agricola totale) nell’ambito del territorio del Comune di Fiumicino. La ricognizione si baserà sui dati ufficiali rilevabili prioritariamente dalle seguenti fonti: CCIA Roma (N° Aziende Agricole iscritte localizzate nel Comune di Fiumicino); ISTAT (dati censimento); Regione Lazio/ARSIAL (dati e analisi). Altre fonti: Istituti di ricerca e statistica (Tagliacarne, altri); Banche Dati Associazioni di categoria; Banca Dati Comune Fiumicino (Ass. attività produttive, altri). 2) Simulazione bozza piano fattibilità/Business Plan

FASE B: Presentazione pubblica progetto “Canapa Sativa effetti derivanti dalla reintroduzione della coltivazione nel territorio del Comune di Fiumicino9 giugno ore 17.30 presso la casa del Buttero n.3 Maccarese Fiumcino

FASE C: Ricerca empirica nel territorio comunale. 1) Prelievo campioni terreno 2) Analisi chimico/fisiche/biologiche 3) Elaborazione dati rilevati 4) Mappature delle aree agricole in base alla composizione fisica (tessitura) dei terreni e percentuale sostanza organica 5) Report conclusivo 6) Organizzazione Seminario pubblico: esposizione risultati ricerca; catering prodotti alimentari a base di Canapa Sativa 4) Seminario di presentazione dei dati della ricerca

http://www.comune.fiumicino.rm.gov.it/index.php/it/notizie/comunicati-stampa/item/379-fiumicino-al-via-progetto-per-coltivazione-canapa-sativa

http://www.agi.it/regioni/lazio/2017/06/01/news/agricoltura_fiumicino_al_via_progetto_coltivazione_canapa_sativa-1834348/

 

Presentato il progetto per uno studio sulla reintroduzione della coltivazione della Canapa Sativa nel territorio del Comune Fiumicino.

Venerdì 9 Giugno è stato presentato a Maccarese nel Comune di Fiumicino il progetto promosso dall’Assessorato alla Attività Produttive e dall’Associazione teRRRe per uno studio sulla reintroduzione della coltivazione della Canapa Sativa nel territorio del Comune.

 

 

C.S. Canapa-Sativa a Fiumicino-un’unica-pianta-un-mare-possibilità Multiuso, versatile e sostenibile: queste le parole d’ordine. di Federica Cenci Il Faro on-line – 12 giugno 2017 – 11:27

Il Faro on line – Fiumicino ha due anime. Da sempre. Quella del mare, legata alla pesca, alla navigazione, alla cantieristica. Quella della terra, legata ai campi, all’agricoltura e alle coltivazioni. Due mondi lontani, che convivono sullo stesso territorio. Una vicinanza casuale? Forse molto di più. Un connubio che è stato e che potrebbe tornare ad essere una vera e propria occasione di rilancio per l’economia locale di entrambi i settori grazie al progetto di reintroduzione della Canapa Sativa. Continua a leggere

Agricoltura, approvata legge per il rilancio della canapA

Si punta alla reintroduzione tra le colture abituali. Previsti 600 mila euro per il 2017-2018. Sostenuto anche l’utilizzo per bonifiche in Valle del Sacco, Valle Galeria e a Civitavecchia.

01/02/2017 – La Regione Lazio promuoverà coltivazione, filiere, trasformazione e commercializzazione della canapa (cannabis sativa) attraverso il sostegno a una serie di “progetti pilota”. È quanto prevede una legge approvata oggi dal Consiglio regionale con 28 voti a favore e cinque contrari. La normativa è frutto dell’unificazione in un unico testo, compiuta in commissione Agricoltura (presidente Daniele Fichera, Psi), di due proposte di legge. Una presentata da Gino De Paolis di Sinistra italiana – Sel più altri consiglieri di diversi schieramenti e una dal gruppo M5s. Stanziati, su proposta dell’assessore al Bilancio Alessandra Sartore, 100 mila euro per la parte corrente e 200 mila in conto capitale per ciascun anno del biennio 2017-2018. Continua a leggere

Nuova etichette nutrizionali

Con il nuovo anno arrivano nuove informazioni per i consumatori sulle confezioni dei prodotti alimentari. Le etichette dovranno riportare le caratteristiche nutrizionali in base alla norma introdotta lo scorso 13 dicembre e, come stabilito a livello europeo con provvedimento del 15 settembre 2015, indicare lo stabilimento di produzione.

Le etichette nutrizionali

Il 13 dicembre del 2016 è entrata in vigore la nuova normativa europea che introduce l’obbligo di riportare sulle confezioni degli alimenti alcune specifiche in più rispetto alle loro caratteristiche: i nutrienti presenti, la loro quantità e il valore energetico complessivo. Uno strumento aggiuntivo per consentire un’alimentazione sana ed equilibrata.

Come leggere i dati

I ricercatori del Crea, il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria, hanno redatto una guida per leggere le nuove etichette.

C.S. – Al via le iscrizioni per l’ammissione alla selezione dei Corsi di Formazione Professionale Attuazione FSE POR 2014/2020 della Regione Lazio.

L’Associazione teRRRe, in collaborazione con l’Istituto Istruzione Superiore Leonardo Da Vinci di Maccarese con l’adesione dell’Assessorato alle Attività Produttive – Formazione e Assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Fiumicino, rende noto che sono aperte le Iscrizioni ai Corsi di Formazione Professionale FSE 2014/2020 della Regione Lazio, finalizzati a formare personale con competenze specifiche nel settore agricolo, in particolare nell’allevamento di animali produttivi. I corsi sono rivolti sia a persone con basso livello d’istruzione e qualifica (Operatore Agricolo addetto all’allevamento animali produttivi) sia a persone con grado d’istruzione e qualifica superiore (Tecnico delle produzioni animali). I corsi sono rivolti a fasce deboli della popolazione  (persone inoccupate, disoccupate  a rischio di povertà e marginalità economica e sociale,..). Ai Corsi saranno ammessi fino ad un massimo di n. 16 partecipanti che avranno superato il test e il colloquio di selezione.

I Corsi prevedono lezioni in aula che si terranno presso l’I.I.S. Leonardo Da Vinci di Maccaree per 3 pomeriggi la settimana e uno stage presso le Aziende zootecniche e agricole locali. I corsi sono gratuiti e prevedono un’indennità di frequenza giornaliera. Le iscrizioni sono aperte fino al 9 Gennaio 2017 e possono essere inviate online.

L’Associazione teRRRe ringrazia il Sindaco per la concessione di una sede operativa adeguata a svolgere le attività connesse al Progetto di Formazione Professionale.

 

Tutte le informazioni sui Corsi di Formazioni si possono trovare sul sito www.terrre.it oppure presso la sede operativa dell’Associazione teRRRe in via del Buttero 3, (Casa della Partecipazione in Maccarese) – le iscrizioni online si possono effettuare anche sui siti www.iisleonardodavinci.gov.itwww.comune.fiumicino.rm.gov.it

 

Fiumicino, 19 dicembre 2016

Alberi in Comune per il benessere comune

 

«Un solo albero può produrre ossigeno sufficiente per dieci persone assorbendo dai sette ai dodici chili di emissioni di CO2 all’anno, oltre che contribuire a ridurre l’inquinamento acustico».ytali online, 18 agosto 2016 (c.m.c.)

Quanti comuni rispettano la legge, in vigore da tre anni, che impone di piantare un albero per ogni bambino nato o adottato nello stesso comune? L’interrogativo si pone per una ragione molto semplice e insieme allarmante: l’Italia registra una perdita di suolo alla velocità di circa otto metri quadrati al secondo. Un’involuzione inquietante per l’ecosistema che si impoverisce di alberi e piante, fondamentali per il sostegno della vita umana e animale.

Un solo albero è in grado di produrre ossigeno sufficiente per più persone, e di assorbire enormi quantità di CO2. Secondo l’Istituto superiore perla protezione e la ricerca ambientale (Ispra) negli ultimi anni i dati in perdite sono aumentati in modo catastrofico, con un picco negli Anni ’90 quando è stata sfiorata una perdita di suolo di quasi dieci metri quadrati al secondo.

Il rimedio c’è: sta nella legge n. 10 del 14 gennaio 2013, entrata in vigore un mese dopo, che impone appunto ai comuni sopra i 15mila abitanti di piantare un albero per ogni bambino nato. Un solo albero può produrre ossigeno sufficiente per dieci persone assorbendo dai sette ai dodici chili di emissioni di CO2 all’anno, oltre che contribuire a ridurre l’inquinamento acustico. In realtà la norma è tuttora ignorata dalla gran parte dei comuni. E dire che la legge è chiara e in qualche misura severa: se i comuni non ne rispettano le indicazioni, alla fine di ogni anno bisogna che le amministrazioni municipali dispongano delle varianti urbanistiche per assicurare che siano rispettate le quantità minime di spazi riservati al verde pubblico. In buona sostanza ogni comune dovrà individuare un’area nel proprio territorio da destinare a una nuova piccola forestazione urbana con posa di piante autoctone.

Il controllo del rispetto della legge e quindi dei relativi adempimenti spetta al Comitato per lo sviluppo del verde pubblico, istituito presso il ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio. In base a queste disposizioni ogni comune dovrà inviare al Comitato le informazioni relative al tipo di albero e al luogo della sua messa a dimora nell’ambito di un censimento annuale del nuovo verde urbano.

Ma quanti sono i comuni che rispettano quest’obbligo? Non esiste un dato, neppure approssimativo. Ma tutto lascia ritenere che siano poche, pochissime, le municipalità che hanno provveduto e provvedono in questo modo ad una sempre maggior tutela del verde pubblico, e al suo progressivo sviluppo. E dire che, per sollecitare l’applicazione della legge, è stata persino introdotta una “Giornata nazionale dell’albero” che si celebra ogni anno il 21 novembre con l’obiettivo di “perseguire, attraverso la valorizzazione dell’ambiente e del patrimonio arboreo e boschivo, l’attuazione del protocollo di Kyoto” e di promuovere “attività formative in tutte le scuole”.

In Parlamento sono state presentate interrogazioni, in più riprese e da più parti politiche, per conoscere dai ministeri dell’Ambiente e delle Politiche agricole che cosa intendano fare perché sia rispettata la legge del 2013; e perché non prendano iniziative perché sia piantato un albero per ogni nuovo nato. Ma c’è una terza questione sul tappeto: perché, al fine di prevenire e contenere le alluvioni e il dissesto idrogeologico, e di tutelare la salute di ogni cittadino, il governo non assume iniziative volte a investire risorse economiche per integrare l’opera di piantumazione di nuovi alberi con quella di recupero dei territori maggiormente esposti a frane? Nessuna risposta.

di Giorgio Frasca Polara 18 undefined 2016

EddyBurg

AGRICOLTURA SOSTENIBILE. Canapa un mare di possibilità

locandina_Agricoltura Sostenibile1.2Agricoltura sostenibile. Canapa un mare di possibilità.

Perché un mare di possibilità? Perché la Canapa Sativa è una pianta eco-sostenibile che si sviluppa molto rapidamente e non ha bisogno di diserbanti e/o pesticidi,  la sua coltivazione arricchisce il terreno di sostanze nutritive. Un mare di possibilità perché è una pianta che può essere usata in moltissimi campi. Dall’alimentazione alle materie plastiche, dalla bioedilizia ai combustibili, dal cordame ai tessuti; la canapa può essere impiegata in questi e tanti altri settori, con un rendimento molto alto, perché il percorso che vogliamo fare è vicino al mare nel Comune di Fiumicino con una considerevole e consolidata produzione agricola.

Il 5 6 e 7 agosto saremo presenti con uno stend informativo ed espositivo, a Tragliatella durante la 29° Sagra del Pollo Ruspante, all’interno della manifestazione Metropolitana organizzata dal Comune di Fiumicino.

Il progetto finanziato dall’Arsial attraverso l’Avviso pubblico per l’erogazione di agevolazioni finanziarie a sostegno di progetti di promozione dell’agricoltura di qualità nel Lazio (deliberazione n.11 del 14/o4/2016), prevede ad alcuni momenti informativi sulla Canapa Sativa,  per arrivare in autunno ad un seminario di approfondimento.

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olio e pasta di farina di canapa

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miele con farina di canapa

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pizza con farina di canapa

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User comments

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Ed ora parliamo un pò di Canapa…

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LA CANAPA SATIVA IN COSMETICA
L’olio di canapa (canapa sativa) presenta una serie di proprietà fondamentali
per l’equilibrio del nostro organismo e può essere usato quotidianamente per
prevenire o attenuare gli effetti di alcune patologie, o per usufruire dei suoi
benefici estetici, relativi all’uso nella cosmesi. Può infatti essere usato nella
forma di olio commestibile, come condimento per alcuni tipi di cibi, oppure sotto forma di olio o crema emolliente e lenitiva per la pelle. Grazie all’alto contenuto di proteine e acidi grassi essenziali, soprattutto omega
3, permette di mantenere un corretto equilibrio cellulare, di alto giovamento per l’organismo. E’ tra gli oli di uso comune quello che presenta un rapporto
ottimale, 1:3, tra acido linoleico- Omega 6 ed acido Linolenico – Omega 3,
mentre gli altri oli presentano una maggiore concentrazione di omega 6. Le
controindicazioni dell’olio di canapa inoltre sono praticamente inesistenti: si
potrebbero riscontrare dei problemi solo nel caso di un massiccio
sovradosaggio del prodotto (sia ad uso interno che esterno), calcolabile in un
uso di svariati litri al giorno, che risulta improbabile nell’uso quotidiano.
Proprietà cosmetiche.
Largamente utilizzato in cosmetica, l’olio di canapa, ricco di acidi grassi insaturi che svolgono una funzione trofica cutanea perchè presentano un elevato potere nutritivo, serve a mantenere la pelle elastica e compatta. Inoltre i grassi caratteristici di tale olio favoriscono una spiccata proprietà emolliente, che permette di proteggere la pelle da facili arrossamenti dovuti al freddo o da irritazioni ed infiammazioni.
Altre proprietà dell’olio di canapa fondamentali per l’utilizzo cosmetico, sono le proteine e le vitamine in esso contenute. In particolare la vitamina b1 e la
vitamina b2, conferiscono morbidezza alla pelle senza però farla risultare
untuosa e proteggono dai radicali liberi, perchè ne limitano il danno cellulare,
proprietà caratteristica anche della vitamina e, presente a sua volta nell’olio di
canapa ed antiossidante naturale. Gli acidi grassi essenziali (omega 3 e omega 6) servono a mantenere integre le membrane cellulari della pelle, pertanto conferiscono all’olio di canapa la proprietà benefica di protezione da screpolature. Pertanto l’olio di canapa viene utilizzato per il confezionamento di una serie di prodotti cosmetici, quali creme e oli per il corpo e prodotti per la cura dei capelli, come shampoo e balsamo, e ancora creme per il viso, maschere e saponi emollienti.
Inoltre uno degli usi migliori dell’olio di canapa per scopi cosmetici è quello
legato ai massaggi, vista la fluidità del prodotto e la sua alta penetrabilità.
Da:benessere360.com

L’USO DELLA CANPA SATIVA IN EDILIZIABloc_de_chanvre_ep_15cm
La canapa impiegata nella realtà edile è già diffusa 1.500 anni fa, ma il prodotto industrializzato nasce in Francia a metà degli anni ’80, per poi diffondersi negli Stati Uniti, Canada e Germania. L’impiego è molteplice, si va da processi di ristrutturazione a realizzazioni ex novo, ma gli “ingredienti” sono sempre gli stessi: canapa e calce. Il mattone di canapa è infatti un biocomposito in canapa-calce con alta capacità isolante termo-acustica, la cui produzione viene effettuata con un procedimento a freddo. Rigidità, leggerezza, resistenza e traspirabilità si combinano a riciclabilità, resistenza al gelo, agli insetti e ai roditori e a proprietà ignifughe, senza bisogno di aggiunte di sostanze tossiche ritardanti di fiamma.

Il biocomposito di canapa e calce può essere impiegato in forma di mattoni, ma anche come intonaco isolante, nella costruzione di muratura massiccia alla stregua di un conglomerato cementizio. Unico limite è la capacità di carico: questo materiale altamente aerato si comprime se impiegato come elemento portante in blocchi compressi. Per questo motivo la soluzione statica più diffusa ne prevede l’uso come riempimento in una struttura di legno a travi e pilastri.

Vantaggi della canapa calce
La canapa calce ha un basso impatto sull’ambiente e assorbe le emissioni di carbonio sono un significativo vantaggio di questo materiale. Durante la fotosintesti, la pianta di canapa assorbe anidride carbonica dall’atmosfera durante il giorno, per restituirci ossigeno. Quando la canapa invece è utilizzata nell’edilizia, le emissioni di cabonio non passano all’interno dell’edificio costruito con mattoni di canapa calce. Quindi l’utilizzo della canapa calce all’interno di un edificio può anche essere migliore di emissioni zero, talvolta viene indicato come carbonio negativo. Ad esempio, un metro cubo di canapa calce può imprigionare 108 kg di CO2.

Un muro di canapa calce di 300 millimetri di profondità fornisce un livello di isolamento termico ben al di sopra degli standard. I muri in canapa calce sono in grado di regolare anche il livello di umidità interna e mitigare gli sbalzi di temperatura esterna, grazie alla capacità igroscopica del materiale, contribuendo alla costruzione di ambienti più sani e in grado di fornire una massa termica efficace. L’involucro edilizio è permeabile al vapore e permette all’umidità interna di fuoriuscire ed eliminare la possibilità di condensa sulle superfici interne.

Anche il processo di produzione è semplificato e più economico, grazie al minor numero di materiali e strati. Ad esempio, in una costruzione standard con telaio in legno di norma esisterà anche uno strato isolante, una barriera contro l’umidità, una membrana traspirante, uno strato di guaina, solo per citarne alcuni. Mentre invece la canapa calce assurge già da sola a tutte queste funzioni.

Proprietà
BENESSERE ABITATIVO
ISOLAMENTO ACUSTICO
ISOLAMENTO TERMICO
DURABILITÀ
MATERIE PRIME INESAURIBILI
TRASPIRABILITÀ
ESTETICA
RICICLO
RESISTENZA ALL’INCENDIO
ECOLOGIA
SALUBRITÀ
Da: casa della canapa

 

PARLIAMO DI OLIO DI CANPA SATIVA

Il maggiore contributo alla salute dei semi di canapa è dato dall’Olio di Semi di Canapa per il suo alto contenuto di acidi grassi polinsaturi verdesativa-dalla-canapa-un-prezioso-aiuto-pe-L-5fRfrp(EFA – Essential Fatty Acids) e per la proporzione in essi contenuti di Omega 3 ed Omega 6. Gli EFA, che il nostro organismo non è in grado di sintetizzare, devono essere assunti attraverso la dieta in quantità sufficienti per lo svolgimento di funzioni metaboliche indispensabili, consentendo la sintesi di molecole che intervengono positivamente nei processi infiammatori e nel dolore post trauma.

olio di canapaL’ Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda l’assunzione di Omega 6 ed Omega 3 in rapporto di 3:1 a 5:1. L’Olio di Semi di Canapa, contiene naturalmente Omega 6 ed Omega 3 nel rapporto ottimale di 3:1 e la sua assunzione non ha controindicazioni.

La fonte più nota di questi due acidi grassi è l’Olio di Pesce, ma a differenza dell’Olio di Canapa, quello di Pesce viene estratto chimicamente e può contenere sostanze contaminanti (mercurio, idrocarburi, metalli pesanti), ha un gusto forte e sgradevole e per la sua produzione in larga scala alcune specie ittiche rischiano l’estinzione.
L’Olio di semi di Canapa viene estratto a freddo, per semplice pressione, ha un odore gradevole e un sapore di nocciola, può essere disponibile in grandi quantità semplicemente aumentando le superfici coltivate.

L’impiego dell’Olio di Semi di Canapa si sta diffondendo sia come integratore alimentare che ad uso terapeutico nel trattamento di patologie come: malattie dell’apparato respiratorio (asma, rinite, sinusite, otite e allergie repiratorie); artrosi; eczema atopico; herpes; dermatiti; acne; malattie del sistema immunitario; epilessia; artrite reumatoide; sindrome premestruale. Viene usato anche nel trattamento dei sintomi della chemioterapia, nella terapia anti anti-aids e nella prevenzione delle malattie cardiovascolari.

L’assunzione regolare di Olio di Semi di Canapa infatti riduce i livelli ematici di colesterolo non HDL e quelli dei trigliceridi, diminuisce il livello di aggregazione piastrinica, e cardioprotettiva dopo un danno al miocardio.

Food Sativa

Proposta di legge-213canapasativaregionelazio

FITODEPURARE CON LA CANAPA 

Disegno di legge 2144-parlamento

Agevolazioni per l’insediamento di giovani in agricoltura

agricoltura

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bando per l’insediamente dei giovani in agricoltura

 

Lazio, agricoltura.

La Regione comunica che sono stati approvati tre bandi per i giovani e per le aziende agricole.

Tre in particolare le iniziative, che riguardano: “l’avviamento aziendale dei giovani agricoltori”; “gli investimenti nelle aziende agricole”; “la trasformazione e commercializzazione”.

La prima, l’avviamento aziendale dei giovani agricoltori, è già aperta, e dal 21 aprile è possibile presentare la propria candidatura. Possono  partecipare “giovani agricoltori con età compresa tra 18 e 40 anni al momento della presentazione della domanda di sostegno, che si insediano per la prima volta in un’azienda agricola di adeguate dimensioni economiche, in possesso di una propria posizione fiscale e previdenziale e di adeguate qualifiche e competenze professionali”.

Info: 
Regione Lazio, tre bandi agricoltura 
bando giovani agricoltori 2016