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Archivi del mese: maggio 2020

Pianificazione urbanistica e sostenibilità urbana: il ciclo di gestione dei rifiuti solidi urbani

Per avviare il processo di partecipazione e quindi il coinvolgimento della collettività bisogna conquistarsi la fiducia dei soggetti che non solo sono differenti tra loro, ma diversi sono i ruoli che ognuno di essi ha nella città e nel territorio.Promuovere il processo di partecipazione significa anche assunzione di responsabilità, attivazione di nuove tecniche di dialogo e di scelta coinvolgendo nel processo decisionale gli utenti del territorio.E’ durante il processo di partecipazione che si solleci-ta nei cittadini il diritto-dovere di cittadinanza senza distinzione alcuna. L’esperienza di partecipazione aiuta a crescere, a migliorare la capacità di relazione e da valorizzare la personalità. Insegna altresì a costruire una coscienza collettiva ed a manifestare la propria volontà in un continuo confronto e discutere le scelte in una logica di vantaggio collettivo. Tale processo non può considerarsi esaurito nella fase propositivo-pro-gettuale; occorre che la comunità abbia garanzie dalle Istituzioni e le sia riconosciuta la possibilità di con-trollo nella realizzazione e gestione del progetto a garanzia della realizzazione del progetto condiviso. Naturalmente questo è il passo più difficile da fare per-ché mentre si ha una buona disponibilità da parte delle Amministrazioni ad attivare il processo di partecipa-zione – spesso si rischia che questo diventi uno slogan propagandistico per ottenere maggiore consenso poli-tico – innumerevoli difficoltà di carattere burocratico, per l’organizzazione della macchina amministrativa,mettono in crisi il sistema avviato.Un progetto condiviso non si conclude con la sua ste-sura, ma va continuamente monitorato e verificato nel suo sistema di relazioni con gli aspetti territoriali,ambientali, culturali, sociali, economici, politici, che concorrono alla sua realizzazione. Lo sviluppo soste-nibile e la partecipazione impongono un approccio multidisciplinare.L’avere preso coscienza della rigidità dell’approccio mono disciplinare, che poco si adatta alla complessità del territorio, rende necessario fare convergere sullo stesso tema ci sono più saperi di specialisti provenienti da differenti ambiti disciplinari. Questo che inequivo-cabilmente rappresenta il percorso più corretto, sebbe-ne complesso, è occasione di scambio di metodi e tec-niche, sollecita nuovi percorsi di ricerca, arricchisce il panorama delle conoscenze e la dialettica tra i diffe-renti saperi.In conclusione, occorre mettere in moto strategie diverse che tengano conto del sistema di relazione tra risorse e situazioni locali in un’ottica di riequilibrio sociale ed economico, di tutela e sviluppo del territo-rio, nel recupero dell’identità locale

qui il documento interno https://urly.it/36y9z

di Francesca Arici