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Ambiente

Progetto di Ricerca sulla Canapa Sativa nel Comune di Fiumicino

Rinvio Seminario  del  29 settembre

Siamo spiacenti di informare che, per motivi totalmente indipendenti dalla nostra volontà, il Seminario di presentazione sui risultati della ricerca  per la reintroduzione della Canapa Sativa  nel Comune di Fiumicino è stato rinviato a data da confermare.

Ci scusiamo per il rinvio e vi comunicheremo la nuova data appena possibile.

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Se siete interessati al Progetto di ricerca compilate la scheda

SCHEDA INTERESSE PROGETTO CANAPA SATIVA 

 

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Venerdì 9 giugno presentazione del progetto di ricerca sulla Canapa Sativa la pianta dai mille usi

Riteniamo che la Canapa Sativa o Canapa industriale, in virtù dei possibili e differenti utilizzi, merita di essere di nuovo riconosciuta come una delle risorse naturali da valorizzare.Canapa Sativa. La pianta dai mille usi

L’agricoltura sostenibile, la capacità di un territorio di trasformare localmente i prodotti, può rappresentare un punto di forza per il rilancio a largo raggio di tutta l’economia locale. In questa fase è importante informare, suscitare interesse e far conoscere le esperienze comunque acquisite in questi anni di sperimentazione in Italia.

Le recenti leggi approvate sia dal Parlamento Italiano (L.Regionale 28.02.2017) che a livello Regionale (L.Regionale 28.02.2017) rendono più chiaro il quadro normativo e ci aiutano a dare stimolo al reinserimento di questa coltivazione.

Il progetto, non sarà una sperimentazione sulla coltivazione della Canapa Sativa, ma una ricerca che prevede una mappatura del territorio in funzione del potenziale utilizzo dei prodotti della trasformazione della canapa sativa che sarà affiancato da uno studio di fattibilita’. Il progetto di ricerca e diviso in tre fasi:

FASE A: Ricerca documentale. 1)Ricognizione della dimensione del settore agricolo in funzione dell’effettivo utilizzo del terreno (SAU/SAT superficie agricola utilizzata/superficie agricola totale) nell’ambito del territorio del Comune di Fiumicino. La ricognizione si baserà sui dati ufficiali rilevabili prioritariamente dalle seguenti fonti: CCIA Roma (N° Aziende Agricole iscritte localizzate nel Comune di Fiumicino); ISTAT (dati censimento); Regione Lazio/ARSIAL (dati e analisi). Altre fonti: Istituti di ricerca e statistica (Tagliacarne, altri); Banche Dati Associazioni di categoria; Banca Dati Comune Fiumicino (Ass. attività produttive, altri). 2) Simulazione bozza piano fattibilità/Business Plan

FASE B: Presentazione pubblica progetto “Canapa Sativa effetti derivanti dalla reintroduzione della coltivazione nel territorio del Comune di Fiumicino9 giugno ore 17.30 presso la casa del Buttero n.3 Maccarese Fiumcino

FASE C: Ricerca empirica nel territorio comunale. 1) Prelievo campioni terreno 2) Analisi chimico/fisiche/biologiche 3) Elaborazione dati rilevati 4) Mappature delle aree agricole in base alla composizione fisica (tessitura) dei terreni e percentuale sostanza organica 5) Report conclusivo 6) Organizzazione Seminario pubblico: esposizione risultati ricerca; catering prodotti alimentari a base di Canapa Sativa 4) Seminario di presentazione dei dati della ricerca

http://www.comune.fiumicino.rm.gov.it/index.php/it/notizie/comunicati-stampa/item/379-fiumicino-al-via-progetto-per-coltivazione-canapa-sativa

http://www.agi.it/regioni/lazio/2017/06/01/news/agricoltura_fiumicino_al_via_progetto_coltivazione_canapa_sativa-1834348/

 

Presentato il progetto per uno studio sulla reintroduzione della coltivazione della Canapa Sativa nel territorio del Comune Fiumicino.

Venerdì 9 Giugno è stato presentato a Maccarese nel Comune di Fiumicino il progetto promosso dall’Assessorato alla Attività Produttive e dall’Associazione teRRRe per uno studio sulla reintroduzione della coltivazione della Canapa Sativa nel territorio del Comune.

 

 

C.S. Canapa-Sativa a Fiumicino-un’unica-pianta-un-mare-possibilità Multiuso, versatile e sostenibile: queste le parole d’ordine. di Federica Cenci Il Faro on-line – 12 giugno 2017 – 11:27

Il Faro on line – Fiumicino ha due anime. Da sempre. Quella del mare, legata alla pesca, alla navigazione, alla cantieristica. Quella della terra, legata ai campi, all’agricoltura e alle coltivazioni. Due mondi lontani, che convivono sullo stesso territorio. Una vicinanza casuale? Forse molto di più. Un connubio che è stato e che potrebbe tornare ad essere una vera e propria occasione di rilancio per l’economia locale di entrambi i settori grazie al progetto di reintroduzione della Canapa Sativa. Continua a leggere

Agricoltura, approvata legge per il rilancio della canapA

Si punta alla reintroduzione tra le colture abituali. Previsti 600 mila euro per il 2017-2018. Sostenuto anche l’utilizzo per bonifiche in Valle del Sacco, Valle Galeria e a Civitavecchia.

01/02/2017 – La Regione Lazio promuoverà coltivazione, filiere, trasformazione e commercializzazione della canapa (cannabis sativa) attraverso il sostegno a una serie di “progetti pilota”. È quanto prevede una legge approvata oggi dal Consiglio regionale con 28 voti a favore e cinque contrari. La normativa è frutto dell’unificazione in un unico testo, compiuta in commissione Agricoltura (presidente Daniele Fichera, Psi), di due proposte di legge. Una presentata da Gino De Paolis di Sinistra italiana – Sel più altri consiglieri di diversi schieramenti e una dal gruppo M5s. Stanziati, su proposta dell’assessore al Bilancio Alessandra Sartore, 100 mila euro per la parte corrente e 200 mila in conto capitale per ciascun anno del biennio 2017-2018. Continua a leggere

Primo incontro con la Commissione di Riserva e le associazioni ambientaliste impegnati sul territorio della Riserva della Riserva Naturale Statale Litorale

L’associazione teRRRe esprime la propria soddisfazione per l’incontro avvenuto con la Commissione di Riserva della Riserva Naturale Statale Litorale Romano. Abbiamo sempre ribadito la necessità e la opportunità di un percorso di partecipazione e coinvolgimento delle realtà produttive, sociali e culturali che vivono e operano nel territorio della Riserva affinché essa possa essere effettivo patrimonio di tutti.

Il percorso di mobilitazione intrapreso nel 2013 dalla Associazione teRRRe sulla Riserva Naturale Statale del Litorale Romano è stato quello di sollecitare e ottenere le azioni necessarie per attuare la procedura amministrativa di adozione del Piano di Gestione, strumento fondamentale contro lo sfruttamento del territorio e quadro di riferimento essenziale per poter attuare tutte le azioni positive di tutela, fruibilità, produttività, valorizzazione e promozione del territorio protetto. Il percorso è proseguito con la stesura del documento “Riserva naturale statale del litorale romano: difesa, rilancio e partecipazione per un modello di vita sostenibile” presentato il 16 ottobre del 2013  presso la sede del Comune di Fiumicino.

L’incontro indetto dalla Commissione Riserva è avvenuto il 7 ottobre 2016 presso la sede della Società Geografica Italiana a Villa Celimontana. Questo primo appuntamento, finalizzato alla conoscenza delle realtà territoriali e delle problematiche che interessano il territorio della Riserva, rappresenta sicuramente la volontà di favorire un lavoro condiviso, con l’auspicio di risultati concreti e positivi per la tutela e la valorizzazione della Riserva.

Auguriamo alla Presidente Dott.sa Diana Aponte – Ministero Ambiente – ISPRA,  e ai membri della Commissione di Riserva: Maria Maddalena Alessandro – Ministero Beni Culturali, Marco Alberto Bologna – Università  Roma Tre, Luca Bragalli – Regione Lazio, Amedeo Fadda – Città Metropolitana,  Buon lavoro.

Fiumicino 8 ottobre 2016

Associazione di promozione Sociale

teRRRe

Arte Sostenibilità Cultura

Alberi in Comune per il benessere comune

 

«Un solo albero può produrre ossigeno sufficiente per dieci persone assorbendo dai sette ai dodici chili di emissioni di CO2 all’anno, oltre che contribuire a ridurre l’inquinamento acustico».ytali online, 18 agosto 2016 (c.m.c.)

Quanti comuni rispettano la legge, in vigore da tre anni, che impone di piantare un albero per ogni bambino nato o adottato nello stesso comune? L’interrogativo si pone per una ragione molto semplice e insieme allarmante: l’Italia registra una perdita di suolo alla velocità di circa otto metri quadrati al secondo. Un’involuzione inquietante per l’ecosistema che si impoverisce di alberi e piante, fondamentali per il sostegno della vita umana e animale.

Un solo albero è in grado di produrre ossigeno sufficiente per più persone, e di assorbire enormi quantità di CO2. Secondo l’Istituto superiore perla protezione e la ricerca ambientale (Ispra) negli ultimi anni i dati in perdite sono aumentati in modo catastrofico, con un picco negli Anni ’90 quando è stata sfiorata una perdita di suolo di quasi dieci metri quadrati al secondo.

Il rimedio c’è: sta nella legge n. 10 del 14 gennaio 2013, entrata in vigore un mese dopo, che impone appunto ai comuni sopra i 15mila abitanti di piantare un albero per ogni bambino nato. Un solo albero può produrre ossigeno sufficiente per dieci persone assorbendo dai sette ai dodici chili di emissioni di CO2 all’anno, oltre che contribuire a ridurre l’inquinamento acustico. In realtà la norma è tuttora ignorata dalla gran parte dei comuni. E dire che la legge è chiara e in qualche misura severa: se i comuni non ne rispettano le indicazioni, alla fine di ogni anno bisogna che le amministrazioni municipali dispongano delle varianti urbanistiche per assicurare che siano rispettate le quantità minime di spazi riservati al verde pubblico. In buona sostanza ogni comune dovrà individuare un’area nel proprio territorio da destinare a una nuova piccola forestazione urbana con posa di piante autoctone.

Il controllo del rispetto della legge e quindi dei relativi adempimenti spetta al Comitato per lo sviluppo del verde pubblico, istituito presso il ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio. In base a queste disposizioni ogni comune dovrà inviare al Comitato le informazioni relative al tipo di albero e al luogo della sua messa a dimora nell’ambito di un censimento annuale del nuovo verde urbano.

Ma quanti sono i comuni che rispettano quest’obbligo? Non esiste un dato, neppure approssimativo. Ma tutto lascia ritenere che siano poche, pochissime, le municipalità che hanno provveduto e provvedono in questo modo ad una sempre maggior tutela del verde pubblico, e al suo progressivo sviluppo. E dire che, per sollecitare l’applicazione della legge, è stata persino introdotta una “Giornata nazionale dell’albero” che si celebra ogni anno il 21 novembre con l’obiettivo di “perseguire, attraverso la valorizzazione dell’ambiente e del patrimonio arboreo e boschivo, l’attuazione del protocollo di Kyoto” e di promuovere “attività formative in tutte le scuole”.

In Parlamento sono state presentate interrogazioni, in più riprese e da più parti politiche, per conoscere dai ministeri dell’Ambiente e delle Politiche agricole che cosa intendano fare perché sia rispettata la legge del 2013; e perché non prendano iniziative perché sia piantato un albero per ogni nuovo nato. Ma c’è una terza questione sul tappeto: perché, al fine di prevenire e contenere le alluvioni e il dissesto idrogeologico, e di tutelare la salute di ogni cittadino, il governo non assume iniziative volte a investire risorse economiche per integrare l’opera di piantumazione di nuovi alberi con quella di recupero dei territori maggiormente esposti a frane? Nessuna risposta.

di Giorgio Frasca Polara 18 undefined 2016

EddyBurg

AGRICOLTURA SOSTENIBILE. Canapa un mare di possibilità

locandina_Agricoltura Sostenibile1.2Agricoltura sostenibile. Canapa un mare di possibilità.

Perché un mare di possibilità? Perché la Canapa Sativa è una pianta eco-sostenibile che si sviluppa molto rapidamente e non ha bisogno di diserbanti e/o pesticidi,  la sua coltivazione arricchisce il terreno di sostanze nutritive. Un mare di possibilità perché è una pianta che può essere usata in moltissimi campi. Dall’alimentazione alle materie plastiche, dalla bioedilizia ai combustibili, dal cordame ai tessuti; la canapa può essere impiegata in questi e tanti altri settori, con un rendimento molto alto, perché il percorso che vogliamo fare è vicino al mare nel Comune di Fiumicino con una considerevole e consolidata produzione agricola.

Il 5 6 e 7 agosto saremo presenti con uno stend informativo ed espositivo, a Tragliatella durante la 29° Sagra del Pollo Ruspante, all’interno della manifestazione Metropolitana organizzata dal Comune di Fiumicino.

Il progetto finanziato dall’Arsial attraverso l’Avviso pubblico per l’erogazione di agevolazioni finanziarie a sostegno di progetti di promozione dell’agricoltura di qualità nel Lazio (deliberazione n.11 del 14/o4/2016), prevede ad alcuni momenti informativi sulla Canapa Sativa,  per arrivare in autunno ad un seminario di approfondimento.

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olio e pasta di farina di canapa

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olio birra miele

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miele con farina di canapa

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pizza con farina di canapa

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Ed ora parliamo un pò di Canapa…

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LA CANAPA SATIVA IN COSMETICA
L’olio di canapa (canapa sativa) presenta una serie di proprietà fondamentali
per l’equilibrio del nostro organismo e può essere usato quotidianamente per
prevenire o attenuare gli effetti di alcune patologie, o per usufruire dei suoi
benefici estetici, relativi all’uso nella cosmesi. Può infatti essere usato nella
forma di olio commestibile, come condimento per alcuni tipi di cibi, oppure sotto forma di olio o crema emolliente e lenitiva per la pelle. Grazie all’alto contenuto di proteine e acidi grassi essenziali, soprattutto omega
3, permette di mantenere un corretto equilibrio cellulare, di alto giovamento per l’organismo. E’ tra gli oli di uso comune quello che presenta un rapporto
ottimale, 1:3, tra acido linoleico- Omega 6 ed acido Linolenico – Omega 3,
mentre gli altri oli presentano una maggiore concentrazione di omega 6. Le
controindicazioni dell’olio di canapa inoltre sono praticamente inesistenti: si
potrebbero riscontrare dei problemi solo nel caso di un massiccio
sovradosaggio del prodotto (sia ad uso interno che esterno), calcolabile in un
uso di svariati litri al giorno, che risulta improbabile nell’uso quotidiano.
Proprietà cosmetiche.
Largamente utilizzato in cosmetica, l’olio di canapa, ricco di acidi grassi insaturi che svolgono una funzione trofica cutanea perchè presentano un elevato potere nutritivo, serve a mantenere la pelle elastica e compatta. Inoltre i grassi caratteristici di tale olio favoriscono una spiccata proprietà emolliente, che permette di proteggere la pelle da facili arrossamenti dovuti al freddo o da irritazioni ed infiammazioni.
Altre proprietà dell’olio di canapa fondamentali per l’utilizzo cosmetico, sono le proteine e le vitamine in esso contenute. In particolare la vitamina b1 e la
vitamina b2, conferiscono morbidezza alla pelle senza però farla risultare
untuosa e proteggono dai radicali liberi, perchè ne limitano il danno cellulare,
proprietà caratteristica anche della vitamina e, presente a sua volta nell’olio di
canapa ed antiossidante naturale. Gli acidi grassi essenziali (omega 3 e omega 6) servono a mantenere integre le membrane cellulari della pelle, pertanto conferiscono all’olio di canapa la proprietà benefica di protezione da screpolature. Pertanto l’olio di canapa viene utilizzato per il confezionamento di una serie di prodotti cosmetici, quali creme e oli per il corpo e prodotti per la cura dei capelli, come shampoo e balsamo, e ancora creme per il viso, maschere e saponi emollienti.
Inoltre uno degli usi migliori dell’olio di canapa per scopi cosmetici è quello
legato ai massaggi, vista la fluidità del prodotto e la sua alta penetrabilità.
Da:benessere360.com

L’USO DELLA CANPA SATIVA IN EDILIZIABloc_de_chanvre_ep_15cm
La canapa impiegata nella realtà edile è già diffusa 1.500 anni fa, ma il prodotto industrializzato nasce in Francia a metà degli anni ’80, per poi diffondersi negli Stati Uniti, Canada e Germania. L’impiego è molteplice, si va da processi di ristrutturazione a realizzazioni ex novo, ma gli “ingredienti” sono sempre gli stessi: canapa e calce. Il mattone di canapa è infatti un biocomposito in canapa-calce con alta capacità isolante termo-acustica, la cui produzione viene effettuata con un procedimento a freddo. Rigidità, leggerezza, resistenza e traspirabilità si combinano a riciclabilità, resistenza al gelo, agli insetti e ai roditori e a proprietà ignifughe, senza bisogno di aggiunte di sostanze tossiche ritardanti di fiamma.

Il biocomposito di canapa e calce può essere impiegato in forma di mattoni, ma anche come intonaco isolante, nella costruzione di muratura massiccia alla stregua di un conglomerato cementizio. Unico limite è la capacità di carico: questo materiale altamente aerato si comprime se impiegato come elemento portante in blocchi compressi. Per questo motivo la soluzione statica più diffusa ne prevede l’uso come riempimento in una struttura di legno a travi e pilastri.

Vantaggi della canapa calce
La canapa calce ha un basso impatto sull’ambiente e assorbe le emissioni di carbonio sono un significativo vantaggio di questo materiale. Durante la fotosintesti, la pianta di canapa assorbe anidride carbonica dall’atmosfera durante il giorno, per restituirci ossigeno. Quando la canapa invece è utilizzata nell’edilizia, le emissioni di cabonio non passano all’interno dell’edificio costruito con mattoni di canapa calce. Quindi l’utilizzo della canapa calce all’interno di un edificio può anche essere migliore di emissioni zero, talvolta viene indicato come carbonio negativo. Ad esempio, un metro cubo di canapa calce può imprigionare 108 kg di CO2.

Un muro di canapa calce di 300 millimetri di profondità fornisce un livello di isolamento termico ben al di sopra degli standard. I muri in canapa calce sono in grado di regolare anche il livello di umidità interna e mitigare gli sbalzi di temperatura esterna, grazie alla capacità igroscopica del materiale, contribuendo alla costruzione di ambienti più sani e in grado di fornire una massa termica efficace. L’involucro edilizio è permeabile al vapore e permette all’umidità interna di fuoriuscire ed eliminare la possibilità di condensa sulle superfici interne.

Anche il processo di produzione è semplificato e più economico, grazie al minor numero di materiali e strati. Ad esempio, in una costruzione standard con telaio in legno di norma esisterà anche uno strato isolante, una barriera contro l’umidità, una membrana traspirante, uno strato di guaina, solo per citarne alcuni. Mentre invece la canapa calce assurge già da sola a tutte queste funzioni.

Proprietà
BENESSERE ABITATIVO
ISOLAMENTO ACUSTICO
ISOLAMENTO TERMICO
DURABILITÀ
MATERIE PRIME INESAURIBILI
TRASPIRABILITÀ
ESTETICA
RICICLO
RESISTENZA ALL’INCENDIO
ECOLOGIA
SALUBRITÀ
Da: casa della canapa

 

PARLIAMO DI OLIO DI CANPA SATIVA

Il maggiore contributo alla salute dei semi di canapa è dato dall’Olio di Semi di Canapa per il suo alto contenuto di acidi grassi polinsaturi verdesativa-dalla-canapa-un-prezioso-aiuto-pe-L-5fRfrp(EFA – Essential Fatty Acids) e per la proporzione in essi contenuti di Omega 3 ed Omega 6. Gli EFA, che il nostro organismo non è in grado di sintetizzare, devono essere assunti attraverso la dieta in quantità sufficienti per lo svolgimento di funzioni metaboliche indispensabili, consentendo la sintesi di molecole che intervengono positivamente nei processi infiammatori e nel dolore post trauma.

olio di canapaL’ Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda l’assunzione di Omega 6 ed Omega 3 in rapporto di 3:1 a 5:1. L’Olio di Semi di Canapa, contiene naturalmente Omega 6 ed Omega 3 nel rapporto ottimale di 3:1 e la sua assunzione non ha controindicazioni.

La fonte più nota di questi due acidi grassi è l’Olio di Pesce, ma a differenza dell’Olio di Canapa, quello di Pesce viene estratto chimicamente e può contenere sostanze contaminanti (mercurio, idrocarburi, metalli pesanti), ha un gusto forte e sgradevole e per la sua produzione in larga scala alcune specie ittiche rischiano l’estinzione.
L’Olio di semi di Canapa viene estratto a freddo, per semplice pressione, ha un odore gradevole e un sapore di nocciola, può essere disponibile in grandi quantità semplicemente aumentando le superfici coltivate.

L’impiego dell’Olio di Semi di Canapa si sta diffondendo sia come integratore alimentare che ad uso terapeutico nel trattamento di patologie come: malattie dell’apparato respiratorio (asma, rinite, sinusite, otite e allergie repiratorie); artrosi; eczema atopico; herpes; dermatiti; acne; malattie del sistema immunitario; epilessia; artrite reumatoide; sindrome premestruale. Viene usato anche nel trattamento dei sintomi della chemioterapia, nella terapia anti anti-aids e nella prevenzione delle malattie cardiovascolari.

L’assunzione regolare di Olio di Semi di Canapa infatti riduce i livelli ematici di colesterolo non HDL e quelli dei trigliceridi, diminuisce il livello di aggregazione piastrinica, e cardioprotettiva dopo un danno al miocardio.

Food Sativa

Proposta di legge-213canapasativaregionelazio

FITODEPURARE CON LA CANAPA 

Disegno di legge 2144-parlamento

MANIFESTO PER IL COMPOSTAGGIO A PICCOLA SCALA

Il settore dei rifiuti rappresenta, con i suoi problemi, un esempio emblematico della insostenibilità del nostro modello di produzione e consumo.

Questo modello ha alla base una dilagante alienazione, nel senso proprio dell’allontanare o dell’estraniare da sé e, quindi, all’atto di prendere distanza da qualcuno o da qualcosa, funzionale al consumo e all’uso e getta.

Questo fenomeno ha prodotto una artificiale separazione dalle cose che ci circondano e dal loro destino una volta che queste divengono, ai nostri occhi, prive di valore.

Accanto a questo si è sviluppata una coerente ignoranza su come mantenere, riparare, riusare e infine gestire il fine vita di cose che fino a ieri ci accompagnavano. Con inevitabile dispersione di risorse materiali e immateriali. Continua a leggere

Agevolazioni per l’insediamento di giovani in agricoltura

agricoltura

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bando per l’insediamente dei giovani in agricoltura

 

Iniziate per il Referendum del 17 aprile vota SI Ferma le Trivelle

Crediamo che votare SI al referendum del 17 aprile rappresenti un’occasione unica per respingere una strategia energetica completamente sbagliata e priva di futuro. Riteniamo che il patrimonio da tutelare non è quello degli idrocarburi, ma quello che il nostro splendido territorio offre in termini di   agricoltura, pesca, enogastronomia, turismo e quello che potrebbe dare in termini di fonti energetiche pulite e naturali.

Per questo abbiamo aderito al comitato nazionale delle associazioni “VOTA SI’ PER FERMARE LE TRIVELLE”

Vogliamo quindi portare avanti questa battaglia di civiltà e partecipazione con banchetti e iniziative sul nostro terriotorio:

Sabato 9 aprile ore 9,30 Fiumicino

Bicirendum appuntamento alle ore 10 a villa Guglielmi per arrivare in piazza GB Grassi dove dalle ore 10 sarà presente un gazebo che aspetterà l’arrivo dei ciclisti.

Domenica 10 aprile ore 17,00 casa della Partecipazione in via del buttero 3 Maccarese  presentazione della video inchiesta “ITALIAN OFFSHORE”

CHE COSA E’ ITALIAN OFFSHORE
Italian Offshore è la video inchiesta a cui stanno lavorando da mesi un giornalista, un esperto di politiche ambientali e un documentarista per indagare sul mondo del petrolio in Italia. L’idea di Italian Offshore è stata premiata come miglior progetto di inchiesta al DIG – Documentari Inchieste Giornalismi 2015, sezione Focus on Italy.
COME NASCE L’INCHIESTA
Decine di nuovi progetti offshore stanno nascendo davanti alle coste italiane, nonostante l’opposizione di comitati di cittadini, pescatori, ambientalisti. Secondo il governo questo porterà ricchezza e nuovi posti di lavoro. Gli autori di Italian Offshore hanno deciso di vederci più chiaro e hanno iniziato a scavare a fondo, per scoprire cosa si nasconde dietro il business delle trivelle e degli idrocarburi, chi ci guadagna davvero e quali sono le conseguenze ambientali.PERCHE’ E’ IMPORTANTE
Il 17 aprile gli italiani saranno chiamati a votare un referendum sulle trivellazioni: Italian Offshore rappresenta uno strumento efficace per far conoscere ai cittadini quali sono gli interessi in gioco e quindi permettere loro di votare informati e con maggiore consapevolezza.Ne parleremo con Salvatore Altiero, esperto di politiche ambientali ed Emanuele Binaccorsi che stanno lavorando al progetto Italian Offshore.

Vi aspettiamo.

eventi del 9 e 10 aprile votaSi

10aprile vota Si

 

La canapa un’amica per l’ambiente. Uno stimolo per gli agricoltori, una coltivazione rivoluzionaria dalle mille possibilità».

La canapa è un’opportunità per un’agricoltura eco-sostenibile ed innovativa. È rispettosa dell’ambiente, sostiene lo sviluppo di un’attività di filiera che parte dall’agricoltura e consente di organizzare bacini di produzione locali e generare reddito in diversi ambiti. La canapa può essere coltivata anche per farne biomassa da ardere riuscendo ad ottenere più di cento quintali

La canapa è un’ottima fonte di materie prime, può essere coltivata per due scopi principali: per la fibra o per i semi. Una importante caratteristica della pianta di canapa è la sua produttività. E’ la pianta più produttiva in massa vegetale di tutta la zona temperata: una coltivazione della durata di tre mesi e mezzo produce una biomassa quattro volte maggiore di quella prodotta dalla stessa superficie di bosco in un anno. Oltretutto, data la sua velocissima crescita, essa sottrae la luce e soffoca tutte le altre erbe presenti sul terreno, e lo libera quindi da tutte le infestanti meglio di quanto non sappiano fare i diserbanti.

Un recente video su Rai3 Fuori

 

IL DIGESTATO NON CONVINCE BRUXELLES

Uno degli aspetti più infami della biotruffa a basie di biogas è la furbata di trasformare l’azoto in eccesso della ipertrofica zootecnia industriale padana (in primis lombarda) in azoto legalmente inesistente. Azoto che “non esiste” ai fin del famoso limite di 170 kg di azoto per ettaro. Chiaro che se l’azoto dei digestati diventa “virtuoso” e da non contare la spinta a “farsi la centrale” a biogas diventa più forte. Un bel regalo (si potrebbe dire un “favoreggiamento” all’industria del biogas e di tutti coloro che  ci mangiano sopra). Ma di cosa meravigliarsi in una situazione in cui più di un assessore regionale lombardo è direttamente nel business del biogas? E in cui tante ditte, professionisti, esperti stanno in piedi (o ingrassano) grazie al biogas?
La Regione Lombardia ha molto investito su questa linea finanziando ricerche su ricerche a milionate) a enti di ricerca pubblica che ,invece che ricercare qualcosa che migliori l’ambiente, tuteli la saluti, migliori la qualità delle produzioni agroalimentare, ricercano come consentire alle filiere agroindustriali di inquinare maggiormente facendola franca in barba alle normative. Se questo è lo scopo della ricerca scientifica pubblica siamo messi bene. Ognuno si para il culo a vicenda. Gli enti di ricerca citano il committente pubblico (le regioni), le regioni si appellano alla necessità di salvare il “mondo agrozootecnico. In realtà lo consegnano sempre più mai e piedi alle lobby industriali ma la tiritera funziona sempre (finché c’è qualcuno non disinteressato disposto a crederci). Peccato che ad ogni “progresso tecnologico” (che significa prezzi più bassi pagati agli allevatori ed esternalità negative sempre più pesanti pagate dalla società) tutto torni peggio che prima motivando la ricerca di nuove tecnologie, di nuove ricerche ecc.
L’etica non esiste in certi ambienti politici, burocratici e accademici. Ma questa è storia vecchia.
Però tutta la storia che sentiamo da anni “il digestato è virtuoso”, “il digestato non è rifiuto”, “il digestato è meglio dei liquami” oggi scricchiola in forza della poca propensione della Commissione Europea ad accettare i giochi di prestigio italiani. Ci voleva comunque poco a capire che un biogas fatto per la maggior parte da biomasse diverse dai liquami zootecnici anche nelle aziende zootecniche (università e regione fanno finta che l’acqua fermenti e sia un solido volatile confrontando il peso tal quale della biomassa) produceva la necessità di smaltire più azoto di prima. Poi l’esperienza di abitanti, agricoltori onesti , ambientalisti non prezzolati ha insegnato che non solo la quantità di azoto da smaltire aumentava ma che le grandi quantità di digestato prodotto (un prodotto ricco di acqua e dai costi elevati di trasporto) inducevano a farlo sparire in un raggio il più possibile vicino alle centrali. Fregandosene delle estensioni di terreno, dello stato dei terreni, del clima, della stagione, della pedologia, dell’altezza della falda, di tutto. A tutto ciò si deve aggiungere che la speculazione biogassista ha fatto sì che aziende pseudoagricole a caccia di biomasse si rifornissero a notevole distanza di “biomasse vergini”, distanze alle quali il digestato non fa il percorso inverso di sicuro. Di più: scarti vari e rifiuti non corrispondono ad una fonte agricola cui può essere ritornato l’azoto ma una immissione netta di un surplus nel ciclo agricolo già sovraccaricato di elementi nutritivi. Ma l’agroecologia pare materia facoltativa.
Ora, finalmente, è arrivato il parere della Commissione UE sulla bozza di Decreto Interministeriale Agricoltura/Ambiente di modifica del DM 7/4/2006 relativo all’utilizzazione agronomica degli effluenti, che era stato inviato a Bruxelles qualche mese fa. La Commissione ha di fatto posto il veto alla proposta italiana (lombarda di fatto) di equiparazione del digestato ai concimi di origine chimica, giudicandola in contrasto con la Direttiva Nitrati. Infatti la Direttiva, quando definisce gli effluenti, parla di “deiezioni del bestiame, anche sotto forma di prodotto trasformato” e stabilisce un limite di uso di 170 Kg/ha/anno; la proposta italiana di fatto esonererebbe in modo criminale (considerando lo stato delle acque in molte aree di pianura lombarde) l’“effluente digestato” dal rispetto di tale limite. Il MIPAAF ha deciso quindi di stralciare dal Decreto l’articolato relativo al digestato, così da poter adottare il Decreto stesso (approvazione che non potrà comunque avvenire prima del 1/2/2016); in una seconda fase valuterà la possibilità di predisporre un Decreto relativo esclusivamente al digestato per definire i casi in cui il digestato può essere equiparato ai concimi chimici, ovviamente tenendo in debito conto delle osservazioni della UE.
Che si tratti di qualità dell’aria o delle acque la posizione “italiana” è sempre la stessa. Prima gli interessi della speculazione poi quelli della salute e dell’ambiente
http://sgonfiailbiogas.blogspot.it/2016/01/biogas-manovre-italiane-sul-digestato.html